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Una storia di povertà estrema, ma a che di emarginazione e di sfruttamento in cui, probabilmente, i “colpevoli” sono, innanzitutto, essi stessi, vittime. Una coppia di genitori è stata arrestata dai carabinieri per abbandono dei tre figli minori. Tutto comincia quando i carabinieri, ad Acate, entrano in un autolavaggio e trovano un bambino di dodici anni intento a lavorare. Con impegno e fatica stava pulendo un automezzo, utilizzando le attrezzature dell’impianto. Il titolare dell’azienda è stato identificato e denunciato per sfruttamento di lavoro minorile, ma è nell’abitazione del bambino che i militari hanno scoperto uno scenario ancora più grave e preoccupante. A casa, intervenuti insieme agli operatori dei servizi sociali, i carabinieri hanno trovato le due sorelline piccole, di appena sette anni, che dormivano. Lasciate sole e incustodite. I genitori erano assenti. Erano entrambi a lavorare, in due diverse aziende agricole della zona. Entrambi – marito e moglie, padre e madre di tre bambini piccoli, sono le prime vittime perché costretti a lavorare in nero, senza alcun contratto di lavoro. Ma per loro scattano le manette: arrestati per abbandono dei figli minori. 

IMMAGINE DI REPERTORIO

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