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 Un colpo al cuore alla democrazia e alla legalità. E se ad infliggerlo è – anche – l’amministrazione straordinaria in carica al Comune di Vittoria (quella chiamata a ripristinarla, la legalità, compromessa da infiltrazioni mafiose) il rischio, vero o semplicemente temuto, diventa più grave e preoccupante. A denunciarlo, pubblicamente, è Francesco Aiello, ex sindaco di Vittoria ed esponente del movimento politico locale Azione democratica. Aiello parla di forti rilievi sulla legittimità degli atti di Vittoria Mercati che sarebbero stati avanzati dal ministero e di un silenzio blindato sulla vicenda Poi è più diretto: “le assunzioni clientelari sono state mantenute in barba ai proclamati principi di legalità. Il fratello di un assessore dell’ultima giunta assunto come addetto stampa (ognuno aveva il suo, a quei tempi) prima promosso e poi trasferito alla Emaia con funzione organizzativa, ma non di direttore come lo stesso – almeno secondo Aiello - scrive e proclama di essere.   “La Vittoria Mercati, a suo tempo considerata illegittima e non sanabile da esponente interno alla maggioranza Nicosia, ha invece operato facendo quello che non doveva, trasformandosi in un carrozzone e in uno stipendificio riservato, dove gli assunti provenivano dalle più strette amicizie, se non familiari, di alcuni politici che hanno amministrato Vittoria. “Da anni – aggiunge Aiello - ho condotto questa battaglia, senza essere ascoltato: ho trovato un muro.... “ Poi l’affondo, anche sull’amministrazione straordinaria. Con quelli d’ imprima e poi con l’attuale gestione commissariale non c’è stato verso di chiarire e io ancora non riesco a capire perché e per come.  Ora sembra essere arrivata la batosta ministeriale, che metterebbe in pregiudicato la struttura per alcuni vizi di legittimità, ma tutto è rimasto sino ad ora secretato, nascosto all’ignara cittadinanza”. Il riferimento è alla delibera sulla modifica e l’integrazione dello statuto sociale della Vittoria Mercati e alla modifica del contratto di servizio: “tutto in gran segreto” osserva Aiello che ammette: “non sono ancora in grado di valutare, posso solo dedurre, ma la cosa sembra essere stata tra i motivi della rottura con il segretario generale Fortuna e con il commissario Dionisi che ha lasciato l’incarico”. Aiello inoltre ammette: “non sono in grado di confermarla per tanti motivi, il segreto stampa imposto alla vicenda e l’impossibilità di accedere ai documenti contabili di Emaia per diniego non motivato impediscono di fare valutazioni precise”. Ma una cosa è certa, rileva l’ex sindaco: “nel modificare lo statuto hanno trasformato la Vittoria mercati in un mostro leviatanico a cento facce e tutta la vita della città, o quasi, viene portata illegittimamente sotto la sua potestà operativa diretta. E si tratta di gestire decine o centinaia di milioni di euro.

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