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Dalla tragedia che il 29 aprile 2019 si è consumata in una villetta di Marina di Ragusa, nasce il “Progetto Alice”. Un progetto per le scuole, ancora tutto da costruire. “L’unico aspetto certo di esso è il suo nome, in ricordo della nostra Alice – dicono i familiari – affinché  il suo sacrificio non sia vano e la sua morte possa fungere da ormeggio per aiutare la nostra società a migliorare se stessa e a diventare più sana. E la modalità migliore per raggiungere questo fine è secondo noi – aggiungono – iniziare dalle scuole, di ogni ordine e grado, affinché attraverso l’informazione, la testimonianza e l’educazione all’amore si possano debellare l’aggressività, la prepotenza, la scarsa capacità di agire, l’arroganza, l’eccessiva compiacenza e la dipendenza. In nome di Alice un mondo migliore”. Alice non c’è più ma il suo inno alla gioia dev’essere lo stimolo per i familiari a superare la tragedia, a ridere ancora, a ritrovare la serenità in se stessi ma soprattutto a garantirla a Sofia e Giulia.

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