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Si terrà venerdì 29 giugno l'inaugurazione della sala San Giovanni Battista all'interno di Palazzo Iacono. In quell’occasione l’artista vittoriese Giovanni Robustelli donerà alla propria città un’opera di grandi dimensioni che verrà collocata su una delle sue pareti e che ha come tema il rapporto della città di Vittoria con il suo Patrono. Fin qui tutto bene, se non fosse per il vespaio di polemiche che l’iniziativa sta suscitando. La sala, infatti, sostituirà la storica sala Quarto Stato e la celebre stampa, copia del quadro di Giuseppe Pellizza da Volpedo, sarà rimossa e sistemnata altrove in attesa di nuova collocazione. L’opera, che raffigura un gruppo di braccianti che marcia in segno di protesta in piazza, lento e sicuro, a suggerire un'inevitabile sensazione di vittoria, è l’emblema dell'imporsi della classe operaia, il «quarto stato» per l'appunto, a fianco al ceto borghese. Inevitabilmente, quindi, sebbene nessuno sia contrario all’idea di intitolare una sala al Santo Patrono, in tanti stanno avendo da ridire perché la sala San Giovanni Battista doveva essere sistemata altrove. “In questi primi due anni del mio mandato ho potuto capire ancora di più quanto grande sia la fede e la devozione del popolo vittoriese nei confronti di San Giovanni Battista. Per questi motivi, di concerto con l’assessore alla Cultura Alfredo Vinciguerra e l’esperto per il patrimonio artistico e culturale Giorgio Cicciarella, ho ritenuto opportuno intitolargli una sala, in modo da rendere manifesto con questo omaggio, l’affetto dei vittoriesi verso il loro protettore”, ha dichiarato il primo cittadino. Non si tratterà solo di un’intitolazione o di un cambio di quadri, è intenzione dell’amministrazione comunale rivalutare la sala Quarto Stato, finora poco utilizzata e trascurata dall’incuria del tempo, tramite un intervento di ristrutturazione e riqualificazione. Diventerà una sala polifunzionale per riunioni e conferenze, ma anche uno spazio espositivo per le mostre e una sala di rappresentanza per favorire l’apertura del Palazzo di Città a nuove iniziative culturali ad opera di istituzioni, associazioni e privati. Per Articolo Uno questa decisione “lede profondamente la natura di un luogo pubblico, e rappresenta la volontà esplicita di calpestare il simbolo delle lotte popolare per l’affermazione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori”. Quindi si chiede la sospensione dell’inaugurazione. Sulla stessa linea Salvatore di Falco del PD che ipotizza il negazionismo e parla di operazione squallida, nascondendosi dietro il Patrono. Ma dal Comune nessun passo indietro e motivano la decisione con il fatto che su una delle pareti laterali insiste la cappella privata del Palazzo, vero tesoro da custodire e valorizzare

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