finanziaria

Una legge fatta a pezzi. E’ il destino, da noi anticipato da tempo, della legge finanziaria regionale approvata in fretta e furia la notte del primo maggio, sotto la tagliola di una scadenza che avrebbe travolto l’intera assemblea regionale siciliana.
Ma in quella legge molte norme, troppe, sono illegittime, perché incostituzionali.
Già perfino un ministro siciliano come Giulia Bongiorno, appartenente ad un partito presente anche nel governo regionale, aveva dovuto intimare l’alt al transito dei lavoratori ex Pip nella Resais. La Regione non può accollarsi questi ex dipendenti del Comune di Palermo senza violare le norme, di competenza statale, sulle assunzioni.
Stessa sorte per la dotazione organica dell’Irfis. Il governo ha impugnato anche le piante organiche delle società partecipate regionali così come modificate dalla legge di stabilità regionale 2018. Ciò riguarda, Irfis, Finsicilia e Sas. Bloccate di fatto anche le assunzioni dei catalogatori.
Il Consiglio dei Ministri dice no anche alle norme che riguardano il personale regionale impugnando sia le progressioni dei dipendenti che i prepensionamenti.
Problemi di coperture finanziarie improprie, invece, vengono contestati sui contributi a pioggia, compresi in quella che è stata definita una nuova “tabella H”.
Secondo il consiglio dei ministri la regione avrebbe commesso errori grossolani nelle copertura.
I fondi verrebbero prelevati dal Piano di Azione e Coesione ma sarebbero già vincolati ad altre attività ed opere. Pertanto non utilizzabili per questi contributi compresi i fondi di rotazione per la progettazione da parte degli enti Locali.
Ma sono molte altre le norme stoppate dal governo: tra queste quelle sull’autorizzazione di nuovi impianti eolici e nuove concessioni del demanio marittimo

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