disabili

Sembra trascorso un secolo da quando Pif, nome d’arte di Pierfrancesco Diliberto, gridando la sua rabbia e quella di centinaia di disabili, in faccia all’allora presidente della Regione Crocetta, aprì una breccia nel muro di gomma di una burocrazia sorda, immobile e inamovibile, facendo indignare l’intera opinione pubblica.
Da allora provvedimenti urgenti, leggi immediate, stanziamenti milionari, fino a quelli inseriti da Musumeci nell’ultima finanziaria, ben 272 milioni, ma, fino alla data di oggi, nessun disabile grave ha visto un euro.
Al punto che lo stesso governo regionale ha dovuto muoversi richiamando le Aziende sanitarie dell’isola ai propri doveri. Che poi sono quelli di istruire le pratiche, fare la ricognizione dei soggetti e valutarne i requisiti previsti dalla legge per erogare al più presto le somme. Già da tempo disponibili: sono state accreditate il 21 giugno ma da due settimane sono ferme sul conto corrente.
Già questo traguardo era stato tagliato dopo infinite traversie perché le Asp hanno dovuto aprire un conto corrente in banca d’Italia ma neanche ora che i soldi sono già da tempo arrivati, si riesce a sbloccare la situazione.
Ritenuta offensiva dai disabili, dalle loro famiglie e dalle associazioni che li rappresentano.
Con un pesante effetto discriminatorio tra chi può anticipare le spese per le cure e l’assistenza e chi invece non può farlo ed è costretto a rinunciare a misure elementari per la dignità della propria vita materiale.

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