incendio smart

La prova che sia stato un incendio doloso non c’è ancora. Ma più di un indizio lo fa credere e questo è anche il convincimento prevalente dopo i primi sopralluoghi il cui esito è anche la base delle indagini.
La Smart di Giovanni Lattuga, capo servizio della ditta Busso che, in associazione temporanea d’imprese, esegue il servizio di igiene ambientale a Ragusa, è andata totalmente distrutta in seguito all'incendio.
L’utilitaria era parcheggiata a Ragusa in via Feliciano Rossitto, nei pressi dell’abitazione della madre di Lattuga il quale, prima di tornare in azienda, con la qualifica, appunto di capo servizio, era stato a lungo impegnato in Cgil. Con la precedente gestione di Giovanni Avola era stato segretario provinciale della funzione pubblica.
Negli ultimi anni dell’impegno sindacale, Lattuga era stato considerato da non pochi dipendenti più vicino alle istanze e agli interessi dell’impresa che a quelli dei lavoratori. C’è una lunga sequela di atti di conflitto interno, sfociati in licenziamenti considerati ritorsivi, a documentare questa fase turbolenta dentro l’organizzazione sindacale.
Un anno fa Lattuga si dimette da segretario provinciale della funzione pubblica Cgil e diventa capo del personale dell’impresa Busso, fino al giorno prima sua controparte, almeno sulla carta.
Anche nel nuovo ruolo in un clima di tensioni con i dipendenti, anche per via dell’applicazione di molte ore di lavoro straordinario cui secondo alcuni non sarebbe seguito il trattamento corrispondente.
Tutto ciò solo per documentare il contesto, senza alcun riferimento ovviamente all'incendio rispetto al quale occorre aspettare le indagini per risalire, possibilmente con l’ausilio delle immagini del sistema di videosorveglianza, all'autore o agli autori e al movente che li avrebbe spinti.

 

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