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Il Comune di Modica non si smentisce. Le transazioni che firma valgono zero. A turno lo hanno dovuto constatare i tanti suoi creditori, o almeno quelli che non vanno a genio al sindaco Ignazio Abbate il quale preferisce selezionare con pieni poteri di scelta chi pagare e chi no, contro ogni norma di legge, regola di amministrazione, vincolo di bilancio, direttiva della Corte dei Conti. Con il risultato finale di caricare un costo esorbitante sulle spalle dei cittadini. Dopo il caso dell’Enel - denunciato dai consiglieri comunali Salvatore Poidomani e Giovanni Spadaro – e della transazione disattesa che alla città costa 550 mila euro l’anno in più di soli interessi, emerge quello della cooperativa Artemide che a Modica espleta da lungo tempo il servizio di assistenza domiciliare ai disabili gravissimi. A novembre scorso la denuncia clamorosa. Il Comune di Modica non pagava da 38 mesi il servizio, anche se la cooperativa, facendo sforzi straordinari, era riuscita ad erogare lo stipendio a tutti gli operatori per ben 27 dei 38 mesi, oltre ai contributi previdenziali per l’intero periodo. Sulla spinta anche della protesta delle lavoratrici e dei lavoratori contro il Comune di Modica, il 27 dicembre fu stipulata una transazione. Dalla quale peraltro l’ente otteneva un consistente risparmio grazie alla rinuncia dei legali a parte delle spese e dell’impresa agli interessi maturati. Ma anche questa transazione per il Comune è stata carta straccia. Il primo marzo scorso è giunta a palazzo San Domenico una diffida nella quale l’impresa chiede che entro dieci giorni siano eseguiti tutti i pagamenti previsti dalla transazione di fine dicembre e non eseguiti: in pratica i primi due ratei di gennaio e febbraio per un importo di 54 mila e 800 euro. Senza dire che il servizio è pienamente operativo, anzi ha subito degli ampliamenti per via delle esigenze di soggetti particolarmente fragili per i quali l’assistenza è fondamentale e che, nel frattempo, il debito del Comune cresce. Peraltro l’amministrazione-Abbate – fanno osservare i legali nell’atto di diffida - ha disatteso anche l’impegno assunto di procedere al pagamento dei servizi correnti, non ricompresi nell’importo oggetto di transazione, in proporzione alle periodiche liquidazioni in favore delle altre cooperative sociali che forniscono servizi al Comune di Modica. Insomma, il Comune continua a pagare a piacimento chi vuole, quando vuole, senza alcuna regola. La diffida pone il termine del dieci marzo. Dopodiché anche questa transazione sarà risolta e il Comune sarà riuscito nel nuovo capolavoro di far pagare ai cittadini molto più di quello che basterebbe per avere gli stessi servizi.   

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